La riesumazione e ostensione delle spoglie di Padre Pio nel
quarantesimo anniversario della sua morte suscitano molte
perplessità. Il culto dei santi dovrebbe essere vietato
dalla Chiesa, perché è Dio stesso che così
vuole nella Bibbia. Tuttavia la Chiesa ha capito fin dagli
albori della cristianità che rendere merito a chi si
è mostrato integro nella fede prendendolo come modello
per invocarne la protezione, incardina un forte sentimento
religioso nel vissuto quotidiano dei credenti. Per questo
motivo, la Chiesa invece di ostacolare queste derive feticistiche
che antepongono il santo di turno allo stesso Gesù,
le alimenta spudoratamente.
Mi chiedo che senso abbia rovistare tra i resti del presunto
santo cappuccino cercando chissà cosa dentro la putrescente
decomposizione delle sue membra e lo sfacelo del suo corpo.
Mi chiedo che senso possa avere la macabra ricostruzione di
una maschera in lattice fedele in tutto e per tutto alle sembianze
di Padre Pio che copra il volto e nasconda il suo viso ammuffito
e deteriorato. A quanto pare non siamo lontani dal medioevo,
da quel medioevo dove apparivano in continuazione reliquie
che diventavano oggetto di superstizione e si moltiplicavano
fraudolentemente per farne commercio. In passato la Chiesa
ha lasciato che si pensasse che dallo stato di conservazione
di un corpo si potesse desumere una qualche conferma di santità.
Oggi, purtroppo, le cose stanno ancora peggio: l'imbarazzante
traffico di fronzoli inutili e orpelli superflui si ramifica
intorno ai santuari come una metastasi. E le autorità
religiose indulgono su tale commercio incoraggiando la speculazione.
C’è da scommettere che la Chiesa lascerà
che si presuma la santità di Padre Pio, non dalla memoria
delle sue opere, ma dal grado di similitudine della maschera
creata ad hoc dai bravi artigiani inglesi. Roba da farlo rivoltare
nella tomba.
Qualcuno parla di popolo bue. Tuttavia la devozione popolare
che porta a San Giovanni Rotondo migliaia di fedeli, attesta
un bisogno di sacralità, certifica la speranza di un
superiore conforto, la necessità di sicurezza. Si tratta
dello stesso bisogno di sicurezza che ha fatto votare e svoltare
a destra nelle ultime elezioni. Un bisogno di protezione che
ribadisce, semmai ce ne fosse bisogno, che stiamo diventando
un popolo di smidollati: tutto ormai viene visto in funzione
della sicurezza e quando muore qualcuno per un incidente o
perché viene ucciso, fiumi di inchiostro si riversano
sui giornali. Una indignazione sapientemente creata ad arte
che lega in un ideale filo rosso Padre Pio al Popolo della
Libertà. Il desiderio di sicurezza tradisce una regressione
psicologica, un ritorno all’infanzia, a qualcuno che
ti protegga. E chi, se non lo Stato, può farlo? Perciò
sono stati premiati i partiti che hanno captato questo bisogno
e hanno aggiornato la propria offerta politica.
Non andremo lontano se non decideremo di crescere e crescere
in fretta. L’ostensione delle spoglie di Padre Pio fanno
orrore, ma non per il commercio di santini e immaginette da
quattro soldi e neppure perché non si vede all’orizzonte
qualche religioso serio che se la senta di comportarsi come
Gesù nel tempio scacciando a pedate tutti quelli che
si trovano a comprare e a vendere e magari rovesciando i tavoli
e le sedie dei commercianti. No, nulla di tutto questo. La
riesumazione di Padre Pio mi terrorizza perché ci parla
del nostro presente e del nostro futuro, ci bisbiglia come
siamo, ci sussurra come saremo.
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