Nel 1985 uscì il libro “La prevalenza del cretino”
di Fruttero & Lucentini, che poi fece parte di una trilogia
assieme a “La manutenzione del sorriso” ed “Il
ritorno del cretino” (pubblicati tutt'e tre da Mondadori).
Sono i libri nei quali Fruttero & Lucentini hanno registrato
per tre decenni con sconsolata ironia i danni e le brutture
che il Cretino, figura proteiforme e infaticabile, infligge
al mondo nel quale abitiamo. Ad esempio, vengo a sapere che
il più grande e costoso acceleratore del mondo costruito
al Cern di Ginevra per decifrare la natura dell’Universo
potrebbe non entrare in funzione nei mesi prossimi come stabilito
per uno strano caso giudiziario nato, addirittura, alle Hawaii.
Qui, due signori, Walter L.Wagner e Luis Sancho, hanno presentato
un ricorso contro la supermacchina europea sostenendo che
gli esperimenti immaginati «potrebbero creare un buco
nero capace di mangiarsi la Terra e forse l’intero Universo».
In definitiva, costoro sostengono che gli scienziati non hanno
indagato a sufficienza le conseguenze del loro prossimo lavoro.
L’accusa è pesante. La Federal District Court
di Honolulu, che non poteva ignorare l’esposto, ha avviato
il 21 marzo il procedimento fissando un primo incontro con
le parti il 16 giugno prossimo.
Il portavoce del Cern precisa che il tribunale di Honolulu
non ha alcun potere per interdire le attività in Europa
e che comunque già due indagini hanno dimostrato la
sicurezza delle ricerche. Inoltre, per togliere ogni possibile
dubbio residuo, una terza è in corso e sta per essere
completata e sarà discussa il prossimo 6 aprile. Ma
Wagner non si preoccupa delle affermazioni provenienti dalla
Svizzera e si dice sicuro questa volta di arrivare ad un risultato.
«Perché — spiega—al progetto collaborano
anche il Fermi National Accelerator Laboratory e l’Energy
Department americani fornendo dei magneti superconduttori.
Quindi su di loro il tribunale federale può far sentire
la sua azione bloccando di conseguenza la grande macchina».
Egli chiede che il giudice ordini l’interruzione delle
operazioni di accensione fino a che gli scienziati non produrranno
un rapporto definitivo e dettagliato sulla sicurezza che a
suo avviso «ancora non esiste». Viene da chiedersi
in questa disputa chi è il cretino prevalente, dato
che non si sa se sono più cretini i donchisciotteschi
Wagner e Sancho o è più cretina la richiesta
della corte di Honolulu o magari il portavoce del Cern che
cerca di giustificarsi. La verità è che si vuole
esportare in Europa ciò che è naturale negli
Stati Uniti: la guerra alla scienza e la fede nell’irrazionale.
Spesso negli Usa i nemici di Darwin, finiscono davanti al
giudice. Dobbiamo evitare che in Europa possa accadere una
cosa simile.
Non sarà facile, perché richiedere che gli scienziati
producano un rapporto definitivo e dettagliato sulla sicurezza
è cosa pressoché impossibile. Si può
far dire a qualsiasi gruppo di scienziati qualsiasi cosa,
perché ogni numero, ogni parametro può essere
interpretato alla luce di particolari modelli che ciascuno
scienziato ha diritto di farsi per conto proprio. In una giungla
di babele di numeri, di incognite, la paura di sbagliare farà
facile preda nei cuori dei seguaci della religione ambientalista
che si organizzeranno per fare pressione politica e boicottare
il battesimo del sincrotrone del Cern. La religione ambientalista
è quella resa orfana dall’ideologia comunista
e che trova consolazione nell’educazione buonista della
c.d. “cultura verde” e dagli ambientalisti dal
nichilismo di salotto: quelli che cavalcano la cultura dell’impedire.
Costoro si appoggiano ai mezzi di informazione che quando
possono la “sparano grossa”.
Ad esempio è da questi giorni la notizia dell’iceberg
staccatosi in Antartide dal Wilkins Ice Shelf che è
lungo 41 km e largo 2,4. Ebbene, questo iceberg sembra abbia
per la stampa una superficie di 405 kmq invece dei normali
41 x 2,4 = 98,4 Km quadrati. Da qui a dire che l’iceberg
ha una superficie equivalente a 7 Manhattan, il passo è
breve: a ciascuno stadio della notizia si aggiunge una peracentuale
in più: Manhattan = 80 kmq; 80x7=560 kmq che (rispetto
ai 405 già gonfiato del 411% se confrontato alla superficie
vera di 98,4 kmq) ci dà un incremento del (560-405)/405
= 38,27%.
Fruttero e Lucentini volevano simpaticamente denunciare come
la nostra vita quotidiana sia dominata o condizionata nei
suoi snodi decisivi dalla presenza di un cretino. Uno qualsiasi.
Uno a caso. Non cattivo e nemmeno temporaneamente in malafede.
Ma semplicemente, tecnicamente, un cretino. Teorizzarono anche
come per il cretino, per molteplici ragioni, le porte della
carriera siano normalmente più aperte che per gli altri.
Poi c’è il fatto che la stragrande maggioranza
dei lettori e dei telespettatori, beve tutto quello che legge
e vede, senza neanche più porsi delle domande. Del
resto potrebbe anche essere giusto che sia così. Se
tutti guardassero con consapevolezza le notizie, le redazioni
sarebbero inondate di lettere di protesta perché è
diritto di tutti i cittadini avere una informazione corretta,
oltre che completa e quindi contestualizzata.
Se le dimensioni dell’iceberg fossero state contestualizzate,
la notizia non sarebbe più stata tale e di conseguenza
non avrebbe avuto alcun valore:
• a fine dell’estate è assolutamente un
fenomeno naturale la formazione di iceberg.
• Dall’Antartide si sono staccati nel 1998, nel
2000, nel 2002 e nel 2005: nel 2000 l'iceberg aveva una superficie
di 11.000 kmq (oltre 110 volte più grande di quello
di questi giorni) e nel 1956 si staccò addirittura
un iceberg di 31mila kmq.
• In Antartide non c’è alcun aumento delle
temperature e non c’è nessuno scioglimento globale
dei ghiacciai, come ha spiegato in questi giorni Aldo Meschiari
su Meteogiornale.it (1)
Diceva Arthur Schopenhauer: “Non esiste opinione, per
quanto assurda, che gli uomini non abbracceranno prontamente
non appena essi giungano alla convinzione che sia accettata
universalmente.” Questo è il lavoro che fanno
i media: farti abbracciare le loro opinioni facendoti credere
che sono accettate universalmente. Da là in poi, è
un gioco da bambini farti credere che un iceberg si è
staccato dall’Antartide a causa del riscaldamento della
terra… peccato però che i ghiacci in Antartide
non possano sciogliersi dall’alto, come ci spiega A.
Meschiari, al massimo il riscaldamento potrebbe venire dal
basso a causa di correnti marine calde o attività geotermica
molto pronunciata.
(1) Aldo Meschiari: “Intanto bisognerebbe partire
da una certezza: i ghiacci marini antartici stanno aumentando
già da molti anni. Inoltre la massa ghiacciata del
continente bianco sta perdendo, secondo i dati satellitari,
solo un milionesimo della sua totalità ogni anno. Cioè
nulla. Alcuni studi cercano poi di spiegare questa perdita
di ghiaccio, che non è dovuta alle alte temperature,
come i media in modo ingenuo e ignorante fanno pensare. L'Antartide
è il luogo più freddo della Terra, e spesso
la massa ghiacciata è posizionata ad altezze che arrivano
anche a 3000 metri. Nulla si può sciogliere quando
la temperatura rimane costantemente alcune decine di gradi
sotto lo zero. Al massimo il riscaldamento può venire
dal basso: forse a causa di correnti marine calde, oppure,
come alcuni hanno ipotizzato, a causa di un'attività
geotermica molto pronunciata”.
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