Testo integrale dell'intervento alla Manifestazione
anticlericale tenutasi a Udine il 21 ottobre 2006.
La larghezza dei binari negli Stati Uniti, il c.d.
"scartamento", è di 4 piedi e 8,5 pollici;
¿Perché è stata usata tale
misura?
Perché questa era la misura dei treni inglesi e dato
che le ferrovie furono costruite dagli inglesi, questa è
stata la misura utilizzata, per una questione di compatibilità.
¿Perché gli inglesi utilizzavano
questa misura?
Perché le aziende inglesi che costruivano i vagoni
erano le stesse che facevano le carrozze prima che ci fossero
i treni. Per fare i vagoni utilizzavano gli stessi elementi
delle carrozze.
¿Perché allora le carrozze avevano
quella misura di 4 piedi e 8,5 pollici?
Perché la distanza tra le ruote delle carrozze doveva
essere tale che potessero passare per le antiche stradine
di Europa che avevano quella misura.
¿E perché le nostre antiche stradine
avevano tale misura?
Perché queste vecchie strade furono costruite dall’Impero
Romano nelle loro conquiste e si basavano sulle misure dei
carri romani.
¿Ma perché i carri romani avevano
quella misura?
Semplicemente perché furono fatti affinché
ci stessero il sedere di due cavalli!
Finalmente, qui volevo arrivare, lo shuttle americano utilizza
2 serbatoi di combustibile SRB (Solid Rocket Booster) che
sono fabbricati dalla Thiokol nello stato di Utah. Gli ingegneri
americani avrebbero voluto farli più grandi ma si
sono trovati davanti al problema che i serbatoi non passavano
per le gallerie dei treni da dove sarebbero stati trasportati
giacché queste avevano le misure basate sulla distanza
dei binari dei treni.
CONCLUSIONE:
L’esempio più avanzato dell’ingegneria
mondiale, l’industria più tecnologica del pianeta
è condizionata dalle dimensioni del culo dei cavalli
romani!
Allora voi capite, come le cose siano “sistemiche”,
come fanno parte tutte di un grande organismo che si porta
dietro un fardello di storia, di vincoli, di vicende umane,
di zavorre che ci hanno portato qui dove siamo. Il Paese
più progredito del mondo, quello con la tecnologia
più avanzata, non può disegnare uno shuttle
come lo vorrebbero gli ingegneri perché c’è
il vincolo dei binari, vincolo che si portano dietro non
dalla rivoluzione industriale ma addirittura dai tempi dei
romani!
Immaginate dunque cosa accade da noi?
Riuscite a figurarvi nella mente cosa significhino i vincoli
in questo nostro Paese? Se gli americani sono condizionati
dai cavalli romani, riuscite a concepire con la fantasia
come si traducono da noi questi condizionamenti? Qual è
la loro portata? Voi direte, perché da noi? Perché
da noi dovrebbe essere diverso o peggio che in America?
Perché da noi c’è la Chiesa
Cattolica! Da noi c’è il Vaticano,
l’episcopato, la CEI. Sono quelli che per vocazione
remano contro il progresso. Quelli che erano contro il sezionamento
dei cadaveri e accusavano di negromanzia i medici che volevano
capire come eravamo fatti dentro. Quelli che addirittura
erano contro l’utilizzo degli occhiali, perché
venivano considerati uno strumento del demonio! Quelli che
uccidevano i gatti per evitare che eliminassero i topi portatori
della peste, poiché la peste era considerata il flagello
di Dio e quindi una benedizione.
Vogliamo ricordare alcuna delle colpe della chiesa per le
quali Papa Wojtyla chiese perdono? E poi: a chi Papa Wojtyla
chiese perdono? A Dio o agli uomini?
1. Il primo esempio che mi viene in mente è
il fatto che a ordinare per prima l’esilio degli ebrei,
non fu il nazismo bensì la bolla papale Cum Nimis
Absurdum promulgata da Papa Paolo IV il 12 luglio del 1555
e che, oltre al ghetto, li obbligava ad indossare un emblema
distintivo per farsi riconoscere.
2. Vogliamo rammentare altri gesti ignobili come
il diritto di sottrarre e indottrinare i bambini degli ebrei
che fossero stati battezzati all’insaputa dei loro
genitori? E questo accadde fino al 1946!
3. Vogliamo ricordare a Sua Eccellenza le sante
crociate contro i musulmani che non avevano capito
che l’unica Verità è il Verbo di Cristo?
4. Oppure ancora i roghi degli eretici,
degli atei, delle streghe, degli omosessuali e degli scienziati?
5. Vogliamo serbar memoria delle torture dei Tribunali
della Santa Inquisizione, delle carni straziate
degli eretici o delle cristiane “pere” metalliche
che si infilavano nelle vagine delle streghe, da divaricare
per far riacquistare il senno a quelle maledette “indemoniate”?
Sì, direte voi, ma questa è acqua
passata… Invece no. Non è acqua passata.
Ci siamo dimenticati come l’episcopato si è
appropriato in maniera vile, codarda e meschina dell’infingardaggine,
della svogliatezza astensionista, dell’indolenza assenteista
nel referendum? Ci siamo dimenticati della totale capitolazione
dello Stato di fronte alle gerarchie vaticane? Dello stato
confusionale di questo Stato confessionale? Veniamo ai nostri
giorni:
6. Vogliamo rammentare il vergognoso atteggiamento
delle gerarchie ecclesiastiche che utilizzarono
il dramma delle donne stuprate in Bosnia per la loro ignobile
propaganda anti-abortista?
7. E cosa dire dell'interpretazione rigida della
Costituzione, che ha fatto sostenere che la famiglia
è soltanto quella fondata sul matrimonio e formata
da coppie di sesso diverso? Non e' preoccupante? Non solo
perché si tratta di una mistificazione del dettato
costituzionale ma anche perché tale posizione rischia
di mandare a mare anni di battaglie per il riconoscimento
sociale della dignità della famiglia di fatto giungendo
al paradosso di ritenere che una madre singola con figli
non costituisca un nucleo familiare perché tale nucleo
non si fonda sul matrimonio. Così facendo si riporta
il paese indietro di mezzo secolo e si negano aspetti che
persino la Corte Costituzionale ha riconosciuto nel tempo,
ammettendo la rilevanza costituzionale della famiglia di
fatto, e la conseguente perdita di “esclusività”
della famiglia legittima (Corte cost., 26-29 gennaio 1998,
n. 2).
8. Che dire della posizione intransigente e di dubbia
moralità della Santa Sede che, in nome della
difesa della famiglia, si è alleata strategicamente
con i paesi islamici (che ammettono la poligamia!) per impedire
che la Commissione per i Diritti dell’Uomo dell’ONU
approvasse una risoluzione dove semplicemente si affermava
la necessità di proteggere i diritti umani fondamentali
(diritto alla vita, divieto di tortura, di discriminazione)
delle persone omosessuali e transessuali. La posizione pastorale
della Chiesa non appare anacronistica? Inumana? Anticristiana?
9. Come non ricordare che il predecessore di Wojtyla,
Giovanni Paolo I, pur nel suo breve regno, ebbe la straordinaria
grandezza di spirito e lungimiranza intellettuale di voler
congratularsi personalmente con la prima coppia che aveva
utilizzato la fecondazione in vitro? Due metri e due misure:
due Papi e due spiriti diversi.
10. Ma allora, anche per rispetto a Papa Luciani,
perché tanta opposizione alla legge 40/2004 sulla
procreazione assistita? Perché farlo apparire come
un comandamento divino che stabilisce l’inviolabilità
dell’embrione?
Per una parte degli Italiani la 40/2004 è
una legge crudele perché crea sofferenze
inutili. La nostra preoccupazione dovrebbe essere quella
di preservare i bambini dalle malattie genetiche che la
diagnosi pre-impianto può evitare. Le coppie infertili
portatrici di alcune patologie geneticamente trasmissibili
potrebbero ricorrere alla diagnosi pre-impianto se la legge
40 non vietasse questa opportunità precludendo ai
cittadini la possibilità di garantire ai figli quel
minimo di salute per condurre un'esistenza dignitosa.
Il divieto della diagnosi pre-impianto appare inaccettabile.
Lo Stato del Vaticano sta alzando ogni giorno la
posta comportandosi nei fatti come uno stato invasore nei
confronti di una nazione assoggettata. Prelati sempre più
invischiati in interessi temporali, che in modo sprezzante
e ricattatorio si arrogano il diritto di rendere arbitrariamente
cogente la loro volontà e i vari zuavi pontifici,
anticaglie passatiste e reazionarie, pronti ad eseguire
il dettato d’Oltretevere reso baldanzoso dall’esito
dell’ultima consultazione referendaria.
Chi si attarda nel comprendere la natura della
posta in gioco del referendum sulla procreazione
assistita, difficilmente potrà capire quanto la legge
40 assuma la connotazione di barbarie, di violenza e di
dispositivo politico freddamente pensato a tavolino come
arma imposta alle donne. La questione è che ci vogliono
far cadere in quel imperscrutabile abisso in cui si mescolano
il niente e l’assoluto. E con giri di parole e filosofia
da bignami ci danno a bere una violenza agghiacciante e
tipicamente patriarcale perché ricoperta di ipocrisia
e ignoranza.
Le leggi non sono intoccabili. Il ministro
Livia Turco ha deciso di affidare a Maura Cossutta il compito
di rivedere le linee guida della legge 40/2004 sulla procreazione
assistita, ma la L. 40 per molti cattolici sembra essere
un comandamento divino che sancisce l’intangibilità
dell’embrione. Alcuni senatori della Cdl hanno presentato
un'interpellanza al ministro sollevando critiche inaccettabili.
I parlamentari intravedono nella decisione la volontà
del governo di "svuotare di contenuto, in modo surrettizio,
una legge dello Stato". Più realisti del re
diffidano anche di Tertulliano che, pur facendo ricadere
l'aborto sotto il divieto di omicidio, aveva distinto fra
il seme e il frutto, fra l'embrione appena concepito e l'individuo
completo.
E perché non ci siamo ribellati a cotanta
violenza? Perché abbiamo a che fare con
i miti, le leggende, le superstizioni e in questo campo
siamo dei campioni.
Quando si fanno i conti con i miti, le
leggende e le superstizioni, è il trionfo dell’inverosimile:
siamo un Paese che non vuole pensare, imbalsamato dal benessere,
che in pieno terzo millennio, resta assopito davanti al
televisore tra veline e veleni e che resta spettatore indifferente
a qualsiasi notizia ci propinino i telegiornali: dalla liquefazione
del sangue di S. Gennaro al fatto che il 68 sulla ruota
di Venezia non esce da 96 estrazioni… come se la pallina
avesse memoria del gioco. E’ il trionfo dell’inverosimile
perché è il trionfo della superstizione, dell’indolenza,
dell’indifferenza.
Ma è dovuto proprio a questa nostra indifferenza
che ci hanno colonizzati: siamo di fronte all’invasione
di uno stato straniero. Perché di questo si tratta:
dell’invasione dello stato del Vaticano. La Chiesa
cattolica colonizza. Nel nostro mondo, segnato da disuguaglianze,
crisi sociali e guerre, le gerarchie vaticane insistono
a proclamarsi uniche depositarie di presunti valori etici
e morali universali.
Si tratta di un’invasione in piena regola
perché la Chiesa cattolica condiziona la
sfera pubblica e quella privata: nel pubblico pretende di
determinare i processi politici nazionali ed internazionali,
dettando il lessico di un codice etico integralista; in
quella privata le gerarchie vaticane pretendono di disciplinare,
attraverso il governo sul corpo e sulla sessualità,
le scelte e le forme di vita di noi tutti.
La verità è che siamo stanchi dell'accondiscendenza
di partiti e mezzi d'informazione alla Chiesa, siamo stanchi
perché memori delle responsabilità presenti
e passate della Chiesa, dall'appoggio alle dittature, al
boicottaggio della prevenzione delle malattie a trasmissione
sessuale, all'omofobia dei suoi portavoce. Siamo stanchi
delle ingerenze perché non capiamo per quale motivo,
se i tre principali poteri dello Stato: legislativo, esecutivo
e giudiziario debbono essere separati tra loro, si permette
invece, alla religione di entrare nello Stato e intromettersi,
dando pareri non richiesti, influenzando partiti e istituzioni.
Ma cosa possiamo fare? Non molto perché
il meccanismo è ben oliato e funziona da duemila
anni. Tuttavia propongo due cose: una grande e una piccola.
Quella grande è quella di togliere l’ossigeno
a questi pataccari, cioè non essere più disposti
a subire passivamente l'ennesimo sperpero di risorse pubbliche
attraverso quel meccanismo che si chiama 8 per mille. Dobbiamo
dire NO a questo diabolico dispositivo. Diabolico perché
lo stesso 8 per mille potrebbe essere servito per finanziare
la campagna a favore della Legge 40 e quindi contro una
parte dei cittadini che quella stessa legge considerano
ingiusta e crudele. Diabolico perché nonostante solo
l'8% degli italiani versi direttamente l'8 per mille al
Vaticano, gli italiani che danno soldi alla chiesa cattolica
sono 2 su 3! Il motivo risiede nel comma 3 dell'art. 46
del Nuovo Concordato firmato il 20 febbraio 1984, che recita:
«...in caso di scelta non espressa da parte dei contribuenti
la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte
espresse». Dunque, no all’8 per mille! Il cardinale
Ratzinger salito al soglio pontificio ha deciso di chiamarsi
Benedetto XVI perché vorrebbe che l’8 per mille
fosse innalzato ad un benedetto 16 per mille!
L’altra cosa che possiamo fare,
piccola ma credo molto efficace, prende spunto dal titolo
di questo mio intervento: Cattolaici. Non si tratta di un
errore tipografico. Si tratta di un’aggiunta voluta.
Perché basterebbe una semplice lettera, una “a”
che funga da segnale di riconoscimento del cambiamento interiore,
delle nostre coscienze. Una lettera innocua, la prima dell’alfabeto,
che messa lì in mezzo, permetterebbe di chiarirsi
meglio le idee, di iniziare a rivedere la nostra cultura
politica e trovare il coraggio per rinnovare il nostro pensiero.
Una lettera che, se messa e adoperata con consapevolezza,
permetterà di liberarci dai miti, leggende e superstizioni
primitive e dalla loro immanenza dogmatica.
• Cattolaici affinché le chiese non traggano
più il loro potere dalla suggestione esercitata dal
loro insegnamento.
• Cattolaici perché “libera chiesa in
libero stato” significhi liberarsi dalla dominazione
culturale cattolica;
• Cattolaici per confrontarsi con i misteri della
natura in maniera umile, modesta, con lo studio, l’analisi,
la ricerca, che ci consenta di riappropriarci dello stupore
e della meraviglia del mondo attorno a noi;
• Cattolaici perché tutte le religioni vadano
limitate, relegate e confinate solo e soltanto nella sfera
privata dei cittadini;
• Cattolaici per un nuovo risorgimento che faccia
leva sulla consapevolezza indicando nella libertà
l’esempio, la guida, il sentiero da seguire;
Per ottenere questa nuova coscienza, serve
una comprensione dello sviluppo della storia, della scienza
e della conoscenza delle religioni, senza premesse ideologiche
o fideistiche, ma con distacco e analitico rispetto da queste.
Sono profondamente convinto che l’aggiunta di questa
semplice “a” potrebbe essere foriera di un nuovo
rapporto con l’interiorità ed i cattolici diventati
cattolaici mostreranno di aver compiuto un meraviglioso
e incredibile mutamento interiore, un salto di qualità
di strabiliante consapevolezza e quando suonerà il
campanello della coscienza, non fingeranno più di
non essere in casa.