C’è un enigma incartato nel mistero che mi rode
da sempre. Da quando da piccolo andavo a scuola dai preti
a Montevideo le elementari nel San Vincente de Paul e le superiori
nei Maristas. Il Papa, mi dicevano, è infallibile.
Un certo agnostico desiderio di sapere si aggirava per il
cervello: ma quanto è infallibile? Com’è
fatta la qualità della sua infallibilità? E’
infallibile da quando si alza fino a quando va a dormire?
E se mentre dorme si tocca diciamo… in quelle parti,
commette peccato? Oppure se mentre dorme e sogna di pensare
è ancora infallibile nei pensieri dei sogni? E se dovesse
predire chi vincerà lo scudetto in una finale, sarà
infallibile?
Un giorno raccontai a un prete queste mie perplessità
e lui mi disse che il Papa era infallibile solo nelle questioni
dottrinali. Dunque nelle questioni non dottrinali non c’è
infallibilità. Questo spiegherebbe alcuni “errori”
della Chiesa, anche recenti senza andare a scomodare le streghe
bruciate nel medioevo. Ad esempio, la Chiesa si oppose con
tutte le sue forze al primo trapianto di cuore nel 1968 ad
opera di Christian Barnard perché il corpo umano utilizzato
come una macchina con pezzi di ricambio provenienti da altri
corpi umani era un obbrobrio impensabile per la dottrina (meglio
dire il magistero) quella volta e trent’anni dopo la
Chiesa ha fatto ammenda: ora i trapianti non sono più
peccato. Dunque un obbrobrio impensabile per il magistero
ecclesiastico dato che se fosse stata una questione dottrinale,
il riconoscimento di colpa non avrebbe avuto senso proprio
per l’infallibilità.
Io rimasi con questa spiegazione ma un certo dubbio incominciò
a insinuarsi nella mia testa: ma chi è che decide ciò
che è dottrinale da ciò che non lo è?
Mi hanno spiegato infinite volte il concetto della trinità:
Dio è unico e trino, quindi questo è dottrinale
senza dubbio ma allora perché il problema ha causato
molte fratture e decenni di violente dispute nella stessa
Chiesa? Viene da chiedersi perché un dogma diventa
dottrinale se neppure i padri della Chiesa avevano le idee
chiare? Ma tant’è. E la Madonna che ascese in
cielo in carne ed ossa? E’ anche dottrinale? L’esorcismo
che fece Gesù su un uomo posseduto dal demonio, è
dottrinale? E se fosse stato semplicemente un epilettico?
Come appare oggi alla scienza in base ai sintomi che aveva
quel poveretto, possiamo sempre parlare di infallibilità?
E quando un Papa affronta un tema di politica spiccia o di
politica estera, come quando Wojtyla accusò la mafia
e chiese di pentirsi o quando affermò che la guerriglia
nel Salvador fu la causa della morte dell’arcivescovo
O. Romero, è sempre infallibile?
Fu nel Concilio ecumenico Vaticano I (che è stato il
ventesimo concilio ecumenico, cioè una riunione di
tutti i vescovi del mondo per esaminare argomenti riguardanti
la vita della Chiesa cattolica), che si discusse sull’infallibilità.
L'apertura del Concilio Vaticano fu indetta ufficialmente
dal Papa Pio IX nel giugno 1868 e la chiusura avvenne due
anni dopo, nel luglio 1870. Il Concilio si tenne nella Basilica
di San Pietro in Vaticano a Roma, vi parteciparono 744 persone,
si discusse del Razionalismo, del materialismo, del liberalismo,
dell’ispirazione delle scritture e dell’infallibilità
papale. Quindi, nel corso dei lavori di quel Concilio si sancì
il dogma dell’infallibilità del pontefice in
materia di fede e di costume. Anche in materia di costume!
Ma allora, i papi precedenti non erano infallibili? E se l’infallibilità
riguarda anche il costume, perché nel 1968 il trapianto
di cuore fu condannato, biasimato, censurato, disapprovato
dalla Chiesa? E perché oggi no?
Quando da bambino facevo questo tipo di domande mi rispondevano:
“No molestes nene, menos averigua Dios y perdona!”.
Cioè, alla fine, Dio indaga molto di meno e perdona!
In effetti era meglio non rompere le scatole ai grandi. Del
resto a nessuno di noi, comuni mortali, riguardava il problema:
non avevamo il dogma e quindi non ci si poteva celare dietro
un’affermazione.
Trieste, dicembre 1999
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