NOTA TECNICA
TARIFFA RC AUTO GIORNALIERA
CronoCar
PER L’ANNO 200X
Marzo 200X
La presente Nota Tecnica intende risolvere molti
aspetti di carattere attuariale che sono impliciti
nell’individuazione del “prezzo”
di una forma tariffaria assolutamente nuova
come quella della Responsabilità Civile
Auto giornaliera.
In questa premessa si analizzano gli aspetti
che conducono all’impostazione del prodotto.
Inoltre, si vuole anticipare che tecnicamente
il presente studio approda ad un prezzo unico
indifferenziato, cioè non in funzione
né della regionalità, né
di altri fattori normalmente utilizzati per
l’attuale personalizzazione tariffaria,
anche se nulla vieta di poter mantenere alcuni
di questi fattori qualora la compagnia che decidesse
di implementare CronoCar
dovesse ritenerlo opportuno.
Il valore scientifico, ma soprattutto i risvolti
pratici che ne conseguono, non vengono inficiati
qualora nell’applicazione concreta della
tariffa CronoCar si
dovessero scegliere anche alcuni parametri di
segmentazione, già siano essi di tipo
“personale” oppure di matrice territoriale.
1)
Premessa
Dal punto di vista del quadro economico, il
mercato europeo dell’assicurazione auto
in questa fase congiunturale, si sta sviluppando
sotto due grandi strategie:
a) la concentrazione: si
tratta di sviluppare economie di scala sia
attraverso il controllo della spesa relativa
ai processi di pagamento dei sinistri, sia
al risparmio nei costi di distribuzione grazie
all’elevata massa critica che i processi
di concentrazione permettono di raggiungere;
b) nuove reti distributive: con
questa seconda strategia si esplora soprattutto
il mondo internet cercando una diminuzione
dei costi attraverso la disintermediazione
cioè il c.d. outsourcing indotto
che lo stesso cliente pratica quando si imputa
da sé la propria polizza.
Tuttavia, entrambi gli sviluppi a) e b) stanno
incontrando i loro limiti. Il processo di
concentrazione dei marchi dovrà ultimare
gli assestamenti e darà luogo ad una
fase di “reingegnerizzazione”
dei processi. D’altro canto, per quanto
concerne lo sviluppo di internet, bisogna
dire che il suo utilizzo, ancora oggi non
raggiunge gli obiettivi sperati. Per il futuro
gli esperti si aspettano che il pricing
resti per tutte le compagnie l’elemento
determinante che guiderà il comportamento
del consumatore di assicurazione auto.
D’altra parte le tecniche di segmentazione
hanno già raggiunto il loro limite
giacché ogni nicchia di consumatori
tende alla sua particolare tariffa di equilibrio.
Ciò significa che i guidatori delle
classi malus nel loro insieme tenderanno a
rimanere ivi circoscritti e quindi le particolari
nicchie malus non potranno più
beneficiare di alcuna solidarietà interclasse.
Tutto questo indica che il premio di equilibrio
delle classi malus raggiungerà livelli
intollerabili, come di fatto, sta già
accadendo.
Proprio da questo panorama emerge che non
si vedono all’orizzonte strategie per
raggiungere nuovi obiettivi di redditività
se non attraverso una sorta di “rottura”
che permetta un nuovo incontro tra domanda
e offerta attraverso una nuova forma di personalizzazione.
2) La Personalizzazione
E’ opinione comunemente accettata che
il costo dell’assicurazione Responsabilità
Civile dell’autovettura debba essere
sempre più vicino all’effettiva
esposizione al rischio. Il problema però
è la definizione di tale esposizione.
Se ad esempio, per stabilire la durata residua
in vita di una persona è universalmente
riconosciuto che di gran lunga i due fattori
principali di esposizione al rischio sono
l’età e il sesso, nel settore
auto non si sono individuati ancora fattori
di correlazione così forti che influiscano
sul rischio. La progressiva liberalizzazione
tariffaria e l’enorme massa di informazioni
che è diventata man mano più
disponibile e maggiormente “elaborabile”,
hanno permesso alle compagnie di creare modelli
di analisi multivariante sempre più
sofisticati. E’ con l’utilizzo
di questo tipo di strumenti che si sono potute
riscontrare forti correlazioni tra l’ammontare
dei sinistri pagati e particolari sottoinsiemi
del portafoglio.
Questa metodologia di tarifficazione all’inizio
prese il nome di segmentazione (come è
usuale nell’analisi statistica) e successivamente,
con l’aggiunta di elementi qualificanti
di tipo sempre più “personale”
venne chiamata personalizzazione tariffaria.
In questo momento vi sono autorevoli opinioni,
emerse già nel Forum europeo dell’assicurazione
auto tenutosi a Londra nel settembre
2001, che le tecniche di segmentazione abbiano
raggiunto i propri limiti.
La preoccupazione principale è che
le correlazioni individuate, quelle ipotizzate
in base a comportamenti rilevati da ricerche
sociologiche o in base a rilevazioni statistiche,
non siano veramente rappresentative di una
esposizione al rischio intrinseco in ogni
portafoglio, con l’aggravio che si tende
a trovare giustificazioni a posteriori allo
scopo di conservare la validità dei
risultati ottenuti. Un esempio su tutti fu
il paradosso del colore: una compagnia individuò
nel 1992 una correlazione positiva tra l’ammontare
dei sinistri ed il colore rosso delle autovetture,
giustificando che chi compra le auto rosse
ha la tendenza ad una guida più “sportiva”
e quindi ha una maggior propensione a provocare
sinistri. Di tutto altro avviso risultava
l’osservazione effettuata da un’altra
compagnia nello stesso periodo che per il
colore rosso aveva invece individuato una
correlazione negativa, e cioè, l’ammontare
dei sinistri risarciti per le autovetture
rosse era inferiore a quello degli altri colori.
La giustificazione a posteriori fu che ciò
era semplicemente dovuto alla migliore visibilità
che hanno le autovetture rosse…
Le tariffe attualmente utilizzate sul mercato,
attuano la personalizzazione in base a tutta
una serie di dati personali del Contraente
(età, sesso, professione, classe di
merito, anzianità della patente, ecc.),
dati relativi al veicolo (CVF, potenza), dati
relativi al territorio (provincia di residenza
del conducente, n° di abitanti, residenza
urbana o extraurbana). Tutta questa massa
di informazioni (ammesso poi che ogni compagnia
ne abbia la disponibilità) viene valutata
con differenti gradi di significatività,
ossia il “peso” che le singole
variabili hanno nella determinazione del premio
di tariffa varia di compagnia a compagnia.
Quindi accade un fenomeno alquanto singolare:
si attribuisce tutto il peso alle variabili
che sono facili da controllare all’atto
assuntivo (provincia, tipologia di autoveicolo,
sesso, età, professione) ma che in
realtà qualificano il rischio ma non
lo quantificano. Per converso, non si dà
alcun peso alle variabili che veramente contano
(individuazione del conducente, percorrenza
chilometrica, uso del veicolo) perché
sono difficilmente verificabili.
Questo aspetto non è marginale. La
valutazione del rischio e di conseguenza la
valutazione dei premi di equilibrio tecnico
(il c.d. fabbisogno tecnico) va necessariamente
fatta dopo aver individuato i fattori che
lo influenzano maggiormente. Considerando
che, per legge, si assicura l’autovettura
e non il guidatore, si deve a rigor di logica
concludere che il vero fattore determinante
è la quantità di utilizzo del
mezzo e non le qualità di chi presumibilmente
è alla guida dell’autoveicolo.
Una personalizzazione che non tenga conto
della quantità d’uso
della vettura è una personalizzazione
perlomeno carente. Tanto è importante
il fattore quantità d’uso che,
se fosse possibile misurarlo, probabilmente
gli altri fattori che oggi vengono adoperati
diventerebbero, in termini matematici, infinitesimi
di secondo ordine, cioè non influenti
agli effetti della valutazione del premio.
3) Il fattore principale: la quantità
di esposizione al rischio
Per quanto detto finora, l’uso dell’autovettura
appare il fattore principale che quantifica
l’esposizione al rischio della stessa.
L’utilizzo può essere valutato
con almeno due criteri: a) i km. effettuati
e b) il tempo d’uso.
Molte discussioni ed analisi possono essere
fatte su quale dei due criteri sia più
“corretto”. Ad esempio in una
giornata si può utilizzare l’autovettura
per 10 ore guidando su percorsi urbani, magari
rimanendo fermi molto tempo su una tangenziale
ingorgata di traffico, oppure percorrendo
1.000 km. su un’autostrada semideserta.
Non è certo semplice stabilire qual
è la situazione più pericolosa,
probabilmente la soluzione sarebbe quella
di adottare un mix come le tariffe dei taxi.
Il problema di ogni meccanismo di questo tipo
sono:
–
L’affidabilità della misurazione;
– Rilevazione delle registrazioni;
– La sicurezza;
– Il costo d’acquisto, d’istallazione
e di manutenzione;
tutti,
cioè, gli aspetti che si devono affrontare
quando si vuole inserire una tecnologia estranea
al sistema assicurazione-autovettura.
Una soluzione intermedia, che semplifica la
misurazione di cui ci si occupa, senza stravolgere
totalmente il valore della stessa nei termini
analizzati precedentemente, è quella
di usare come unità di misura minima
temporale di rischio, il giorno,
vale a dire la giornata di 24 ore, trascurando
quindi la quantità di chilometri effettuati.
Appare, infatti, evidente che questa semplificazione
potrebbe “peggiorare” il costo
dal lato utente, anche se non drammaticamente,
lasciando un caricamento implicito a disposizione
della compagnia, mentre permette di pensare
utilmente ad una modalità totalmente
diversa di assicurazione, più semplice
ma soprattutto di più veloce implementazione,
che si sganci dalla classica durata annua
e che permetta all’utente di soddisfare
le sue reali necessità: pagare
veramente ciò che consuma.
4) Il progetto CronoCar
La caratteristica originale del progetto CronoCar
è di evitare una valutazione
del rischio a priori per l’intero periodo
assicurativo, tipicamente annuo, ma di suddividere
l’anno in unità giornaliere e
rendere quindi ognuna di queste unità,
acquistabile solo al momento in cui l’utente
ne ha bisogno o ne avverte la necessità,
cioè quando decide di usare l’autovettura.
Così facendo si evitano tutte le problematiche
di valutazione a priori del rischio, dando
di converso la massima flessibilità
all’utente.
Scopo del progetto CronoCar
è quello di costruire, nel rispetto
delle norme vigenti, un meccanismo tariffario,
amministrativo e distributivo che permetta
di risolvere tutte le problematiche che questa
impostazione tecnica implica. Tale meccanismo
deve essere sufficientemente economico, affinché
l’implementazione possa risultare di
facile ed utile attuazione, sia per la Compagnia
di Assicurazione, sia per l’utente che
dovrà poter accedere facilmente alla
nuova tipologia tariffaria, qualora lo ritenesse
conveniente.
Per poter suddividere l’anno assicurativo
in giornate attivabili di circolazione si
devono risolvere alcuni problemi normativi
derivanti dalla Legge 990 ed i suoi regolamenti
attuativi che sono sostanzialmente i seguenti:
a)
Per legge l’assicurazione auto è
annuale;
b) Ogni autovettura deve esporre il tagliando
d’assicurazione per poter non solo circolare
ma anche sostare in strade pubbliche o private
aperte al pubblico.
La soluzione individuata per CronoCar
è la separazione del
rischio in due componenti: rischio statico
e rischio dinamico; il primo va assicurato
su base annua, con l’emissione di un
regolare tagliando d’assicurazione,
il secondo come estensione del primo, può
essere coperto attivando tutte le giornate
desiderate dall’utente previo pagamento
anticipato del premio riferito alle giornate
stesse.
Tale soluzione, rispettosa della normativa
vigente, ci permette di costruire un circuito
amministrativo che da un lato usufruisce delle
procedure esistenti in compagnia per l’emissione
dei tagliandi stessi, con tutte le misure
di sicurezza in essere, oltre a sfruttare
i sistemi distributivi esistenti e dall’altro
individuare con maggiore flessibilità
la metodologia di acquisto delle giornate
da attivare che sia comodo, di facile uso
ed il più possibile vicino all’utente.
La metodologia d’incasso delle giornate
attivate, oltre alle caratteristiche di facilità
e capillarità sul territorio, deve
possedere le seguenti caratteristiche:
a)
Lasciare traccia scritta all’utente
dell’avvenuto pagamento per comprovare
qualora ce ne fosse bisogno (e assieme al
tagliando) l’esistenza dell’assicurazione
stessa;
b) Inviare alla compagnia, nel minor tempo
possibile e con totale sicurezza tutte le
informazioni che sono necessarie, nonché
il ritorno in tempo reale dell’avvenuta
attivazione;
c) Il costo dell’operazione deve essere
contenuto:
Sono già state individuate alcune modalità
possibili per realizzare il suddetto processo
in base alle caratteristiche necessarie appena
elencate.
SEZIONE I
TARIFFA RC AUTO 1/1/200X – 31/12/200X
SETTORE
I - AUTOVETTURE
La prima parte della presente
sezione riguarda la valutazione del premio
puro della tariffa “giornaliera”,
vale a dire il premio necessario per far fronte
al fabbisogno tecnico. Il punto a)
muove dal metodo che si utilizzerà
(Metodo di Montecarlo) che permette di ottenere
con relativa facilità, risultati in
situazioni anche molto complesse. Tali risultati
sono resi molto attendibili dalle leggi matematiche
alle quali il processo è sottoposto.
Ci si riferisce in particolare alla legge
dei grandi numeri o legge empirica del caso,
che lega strettamente i risultati statistici
con la teoria delle probabilità. Nel
punto b) s’introduce
il concetto di “importo certo equivalente”
e si mettono a rassegna i diversi metodi di
calcolo utilizzati nell’analisi dei
rischi per la valutazione del premio puro
(caricato opportunamente per far fronte all’aspetto
prettamente aleatorio del business assicurativo).
Questi metodi appaiono non idonei per la determinazione
del premio puro giornaliero data l’estrema
soggettività nella scelta dei parametri.
Anzi, da questo punto di vista saranno proprio
le simulazioni effettuate che potranno fornire
indicazioni su tali parametri visti come stimatori
della corrispondente variabile aleatoria.
Nelle considerazioni conclusive nella Parte
2, vengono effettuate alcune considerazioni
in tal senso. In seguito, al punto
c) si andrà a stabilire se
il rischio è sotto controllo, attraverso
l’analisi della variabilità relativa
(ciò è dovuto alla volatilità
dell’andamento della sinistrosità).
Nel punto d) si va finalmente
alla ricerca del premio puro “certo
equivalente”. Partendo dalla descrizione
del programma Master CronoCar,
si cerca di stabilire il comportamento della
variabile aleatoria. “Guadagno”
per la compagnia, in funzione d’incrementi
di caricamento di sicurezza e la probabilità
corrispondente di “guadagnare”
o no su singoli portafogli ipotizzati da 10.000
giornate c/u.
Si è scelto di sviluppare la simulazione
con portafogli di 10.000 giornate in quanto
questo numero appare idoneo ad una simulazione
agganciata strettamente alla realtà.
In effetti dieci mila giornate assicurate
corrispondono a portafogli relativamente piccoli
(ad es. 200 polizze per 50 gg. in media di
utilizzazione all’anno) come possono
essere quelli di una compagnia nascente che
si affaccia sul mercato. Dal punto di vista
statistico-matematico, invece, ogni ipotesi
che tenga conto di portafogli più grandi
non fa che abbassare la varianza dei sinistri
e quindi migliorare il rischio assicurativo.
Di fatto quindi tale ipotesi simulativa rappresenta
un caricamento implicito a mano a mano che
la compagnia cresce e si sviluppa.
Nella
seconda parte si determina
il premio di tariffa, cioè il premio
che alla fine dovrà essere pagato dall’utente.
Vengono applicati al premio puro trovato nella
Parte 1, i coefficienti di pertinenza per
arrivare al Premio di tariffa. Infine, si
traggono le conclusioni dove
sono fatte alcune considerazioni di rilevante
interesse