Egr.
dott. Riccardo Sabbatini,
Con riferimento all'art. apparso sul Sole24Ore
del giorno 20 aprile u.s. nella sezione Finanza
e Mercati, dal titolo "Sasa (ex
IRI) risarcisce la Sai" volevo
segnalarle che nello stesso viene fatta una
spiacevole confusione. Si tratta della vicenda
della vendita delle compagnie di assicurazione
Sasa e Sasa Vita da parte dell'IRI alla Sai.
Scrivo come ex direttore generale di una di
queste due compagnie assicurative, più
piccola e ultima nata, la Sasa Vita. Le garantisco
che il titolo del suo articolo, l'occhiello,
e soprattutto il commento iniziale "altro
che gioielli di famiglia..." sono assolutamente
fuori luogo. Sasa Vita è stata per davvero
un momento imprenditoriale nuovo nel mercato
assicurativo italiano e per l'IRI è stata
un vero e proprio gioiello. Fu la prima compagnia
del mercato, nel 1997, che introdusse nel nostro
Paese, la Long Term Care, talmente innovativa,
che ancora adesso rappresenta un traguardo ineguagliato
per tutto il resto del mercato italiano. Sasa
Vita diventò una compagnia di nicchia
specializzata nel rischio. E fu anche la prima
compagnia in Internet che faceva quotazioni
on-line per le polizze di rischio. Nonostante
il portafoglio fosse di ridotte dimensioni,
riuscì ad arrivare al break even con
tre anni di anticipo e a dare utili. Tutti i
prodotti realizzati avevano qualche caratteristica
di novità e di redditività, quindi
la frase "le due compagnie avevano accumulato
rischi assicurativi di dubbia profittabilità"
è pure essa assolutamente infondata.
Basterebbe chiederlo ai Riassicuratori, oppure
leggere i bilanci. Le ultime rilevazioni che
effettuai del c.d. "embedded value",
senza considerare il goodwill (l'avviamento),
mostravano che la Sasa Vita valeva oltre il
doppio del proprio Capitale Sociale (!). Ciò
va detto anche per fare onore a quella sparuta
dozzina di colleghi (il personale di Sasa Vita
è meno del 10 % di quello Sasa) che lavorarono
in condizioni difficili portando avanti un sogno.
E con il loro lavoro e la loro abnegazione permisero
all'IRI di poter vendere il proprio gruppo assicurativo,
con attaccato un prezzo, ancorché minimo,
ma con un prezzo. E' a nome di questi colleghi
che desidero ribadire e corregere, dott. Sabbatini,
il titolo del suo articolo: Sasa Vita
non dever risarcire nulla a chicchessia, e tanto
meno alla Sai.
Walter Mendizza
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