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Dal
CORRIERE DELLA SERA,
25-05-2005, pagina 1
Il caso fallaci
SE UN LIBRO
FINISCE
IN TRIBUNALE
di Pierluigi Battista
Brutta giornata per il diritto se si scopre
che in Italia i reati d'opinione esistono e
non sono confinati, come meriterebbero, nel
magazzino delle anticaglie.
Brutta giornata per la libertà di espressione
se La forza della ragione di Oriana Fallaci
viene trascinato in tribunale e un giudice decide
di ignorare la richiesta di archiviazione formulata
dagli stessi pubblici ministeri e di dar credito
alla denuncia del signor Adel Smith in cui la
Fallaci viene accusata nientemeno che di «vilipendio
alla religione».
Brutta giornata se l'unica protesta sinora pervenuta
è quella del ministro Castelli, che ha
meritoriamente definito l'accanimento giudiziario
contro un libro come «coercizione del
pensiero».
Pessima giornata se nessuno, ma proprio nessuno
tra quelli che hanno legittimamente criticato
le opinioni di Oriana Fallaci, ha fatto sentire
la sua voce per dire che mai le idee, anche
quelle più distanti, possono essere messe
sotto processo. Ulteriore e amara conferma della
malattia italiana per cui si è incapaci
di pensare che i princìpi valgono anche
per chi la pensa diversamente e che le opinioni
difformi vanno trattate e rispettate come opinioni
e non come reati. Lontano, molto lontano dai
tribunali.
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